21- mercoledì 17 febbraio 2010
Vaiano - Savignano - Fabio - La Briglia - ciclabile per Vaiano
ORE 3 10 Km  200m dsl

Il diario di Laura

Mercoledì 17 febbraio

Destinazione                Vaiano

Partecipanti                 Cate, Anna Chiarini, Titti, Sandro, Dani, Gio, Iso, Alba, Patti, Laura

Durata                           tre ore e mezzo

Da Cate alle 11 , perché Sandro ha dovuto tentare di far divenire sua zia una “zia in carriola”. Il tempo fa schifo quindi, siccome sul sito c’era scritto che se pioveva restavamo a casa, mi vesto da città con la borsa a tracolla , lascio a casa i bastoncini e mi porto dietro del ragù, così possiamo  mangiare assieme da Cate. Ma Sandro dice che in Toscana c’è il sole, e Sandro è un uomo d’onore, e quindi partiamo per Vado.
 Arrivati alla stazione, chiedo a Sandro se mi può prestare i suoi bastoncini, ma lui dice che ne ha uno solo, perché l’altro lo usa sua madre per sciare. Quindi ne farò a meno. In stazione dobbiamo fare i conti con una macchinetta bastarda che ci frega sul prezzo del biglietto e che è così complicata che ci avrebbe fatto perdere il treno, se non fosse stato in ritardo. Saliti sul treno, troviamo uno scompartimento tutto per noi, con solo una ragazza giapponese seduta in un angolo. Ci mettiamo  a organizzare un Cammina e mangia a Ibiza, ormai non ci tiene più nessuno, si parla anche di fare una gita sul monte Snowdon assieme a Patrizia. Una volta in Toscana, all’uscita di un tunnel, ecco il sole!!! Grida di gioia incontrollabili e la giapponese, che si era appisolata, si sveglia  sobbalzando cogli occhi sbarrati. Sandro dice che oggi non riusciremo ad andare a mangiare al ristorante, quindi dovremo accontentarci di una piadina. A noi la cosa non piace, così gli diciamo che vogliamo tornare indietro a mangiare le tagliatelle col ragù, ma lui non ci prende neanche in considerazione. A Vaiano , al Bar Morena, ci rimpinziamo di crescente farcita buonissima, dato che ormai è passato mezzogiorno. La signora ha un’aria molto severa e Alba, che non gli par vero di alimentare i suoi sensi di colpa, si domanda: cos’ho fatto di male?
  All’una cominciamo la passeggiata, con una bella salita naturalmente. Ma ho mangiato troppo, e faccio una gran fatica a convincere i piedi a staccarsi da terra. Ci sono 15° , un tepore inaspettato e dolcissimo, anzi un po’ si suda, quindi a poco a poco ci svestiamo, restando solo con la maglia. Appena fuori dal paese, un bel paesaggio dolce e aspro, dove domina l’argento degli ulivi, ma i cipressi si alzano scuri , alti e stretti e molti alberi sono ancora spogli. Ci sono macchie di erba di un verde tenero, e si cominciano a vedere i primi fiori primaverili: nontiscordardime, elleboro, peschi giapponesi, ranuncoli e addirittura un mandorlo in fiore. Qua e là bellissimi casolari, tutti restaurati. Ci sediamo su un muricciolo, ci siamo tutti tranne Sandro, che arriva lemme lemme. Non crederà mica di essere a passeggiare sotto il pavaglione? Poi il  sole sparisce, le nuvole si addensano, ma solo gli ultimi metri  prima della stazione comincerà a piovigginare. Arrivati a valle, prendiamo la ciclabile Marco Pantani,una bella stradina in mezzo al verde, dove incontriamo gruppetti di signore salutiste. Quando arriviamo alla stazione sono molto stanca, e dire che la strada era in gran parte in piano . Forse è arrivato il momento per me di seguire il consiglio del figlio di Sandro Facchinelli e andare a camminare ai giardini Margherita. Alla stazione non c’è la toilette, e la fontana è guasta, una vergogna, quindi io e Dani lasciamo gli altri alle  prese con la macchina sputabiglietti e andiamo al bar. A casa alle sei, appena in tempo per la messa di commemorazione di Lorenzo.

 

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