Grande raduno di compleanno a Rocca
Malatina
Mattina da Molino delle Vallecchie
a Castellino delle formiche 7 Km disl. 250 m
Pranzo al Chiosco La Quiete


Mercoledì 15 maggio 2013
Destinazione Sassi di Rocca Malatina
Partecipanti Anna Ch, Anna Po, Camilla,
Carla, Cate, Gianni,Gio, Giulio ( da Sermide ), Iso, Laura,
Lucia, Patti,
Rita, Rita B, Sandro, Titti
E inoltre Alba, Anna Mods,
Angela, Dani, Ferruccio, Gabri, Giulio, Isa, Mariella, Miriam, Pino,
Umberto
Durata due ore e mezzo
Alle nove meno un quarto alla Meridiana, dove troviamo
anche Giulio, amico storico di Isa, che è venuto da Sermide per festeggiarla.
Durante il tragitto nella mia macchina si parla del referendum sul finanziamento
alla scuola privata che si terrà fra breve a Bologna. Siamo molto corretti e
democratici, quindi esaminiamo tutti i punti di vista. Alla fine abbiamo le idee
ben confuse , ma non è detto che la parte migliore di noi – cioè quella
contraria al finanziamento a prescindere – alla fine non prevalga. Arriviamo a
Mulino delle Vallecchie dove parcheggiamo. Gianni si avvicina a Sandro e gli
dice con tono perentorio che a lui va bene qualsiasi tipo di percorso, purchè
sia in piano. Per fortuna però, prima che Sandro gli faccia del male fisico,
dice che stava scherzando. Alle dieci e mezzo la carovana parte. Mi metto a
camminare vicino a Gianni, perché spero che dica cose simpatiche che rendano il
diario spumeggiante. “ Dimmi qualcosa di originale!”, dico. E lui:“ Quanto
verde! “. “Dimmi almeno qualcosa di spiritoso!”. E lui: “Come sei bella!” . A
questo punto lo abbandono e me ne vado per conto mio. Il paesaggio è splendido,
di un verde furibondo – almeno questa primavera di pioggia è servita a qualcosa
– e di una bellezza rocciosa ma dai contorni morbidi. I Sassi sono guglie
arenacee simili a meteore, di un colore chiaro che risalta in modo splendido
contro il verde della vegetazione. Si trovano all’interno di un Parco con 100 km
di sentiero - ma noi non lo percorreremo tutto, oggi. Il cielo è azzurro e la
temperatura perfetta. Parliamo del soggiorno a Creta, da dove i nostri amici
sono appena tornati. Hanno fatto anche il bagno e quella che si è autodefinita “
la regina delle Desoline “ si dice contenta, perché ne è uscita viva. Veniamo a
sapere due notizie sensazionali: 1) Sandro – che ci ha rotto le scatole per anni
quando ci vedeva giocare a carte - a Creta non solo ha giocato, ma si è anche
divertito 2) sempre lo stesso Sandro si è infrattato da solo con Jasmina in una
gola ( profonda). Nonostante ripetute insidiose domande su cosa abbiano fatto in
quella occasione, si è rifiutato di rispondere. Capace che non è successo
niente. Ci fermiamo al borghetto di Castelletto delle Formiche, molto grazioso,
con un bel campanile che sembra nascere dalla roccia e da quella si slancia
verso il cielo. Molti vorrebbero trasferirsi qui ma li sconsiglio facendogli
notare che problema sarebbe se si dimenticasse di comperare il burro e si
dovesse ridiscendere a valle per andare all’Ipercoop. Poco dopo l’una siamo di
nuovo al ristorante, dove troviamo una folla di amici non camminanti. Sulla
dirittura d’arrivo, Giulio da Sermide si calca il berretto sugli occhi e si
nasconde dietro a Patti, muovendosi come la sua ombra, cosicchè, quando Isa se
lo vede davanti all’improvviso, è una gran bella sorpresa. Ci sediamo a tavola,
e cominciamo subito a fare un gran casino dato che siamo in ventotto – ci
scuseremo poi con la signora, ma lei dice che è contenta, perché prima c’era una
tavolata di giovani che sembrava un mortorio. Comincia la sarabanda dei
brindisi: 1) a Voi-sapete-chi, un’amica timida e riservata che non vuole
mettersi sotto i riflettori 2) a Sandro 3) allo zoccolo duro del Cammina e
mangia 4) perché l’amore trionfi, e via brindando. Poi le canzoncine. Sull’aria
della Cucaracha cantiamo: Ed è a Sandro / ed è a Sandro / che gli auguri noi
facciam / perché la Isa / perché la Isa / non ne vuol sentir parlar / E per
entrambi / e per entrambi / il nostro cuore batte già / l’esternazione /
l’esternazione / solo a Sandro noi facciam. Poi cantiamo: Tanti auguri a …
tappandoci la bocca con entrambe le mani invece di pronunciare il nome di
Voi-sapete-chi. Diamo a Isa il biglietto d’auguri, precisando che il regalo
glielo daremo poi perché vogliamo cambiarlo – ieri siamo andate in tre a
comprarlo , ma non siamo riuscite ad addivenire ad un accordo. Poi però le diamo
la collana e lei la indossa. “Che bello, volevo proprio una collana!” dice. Poi
diamo il regalo a Sandro – slip da mare più shorts – e gli chiediamo di
indossarli, ma lui si rifiuta. Se li infila in testa e dice: “Che bello, volevo
proprio delle mutande da testa!”. Arrivano crescentine, tigelle, salumi,
formaggi, pinzimonio, marmellate, nutelle, pesto alla modenese… tutto
buonissimo. Anche il vino, e se non ci credete chiedete a Gio che si è presa una
cioca beìsima – come dice Dario Fo - e ciononostante ha accompagnato Giulio in
macchina all’appuntamento con suo figlio. Facciamo un gran numero di foto, fra
cui una dello zoccolo duro del Cammina e mangia – che però ormai si è molto
ammorbidito e si è ridotto a Sandro, Cate e Carla. Verso le quattro parto con la
macchina di Rita, lasciando alcuni, fra cui Patti, a giocare a burraco e altri
stesi sugli sdrai. Quando arrivo sulla porta di casa, la prima cosa che trovo
quando infilo la mano nella tasca dello zaino è la chiave della macchina. No!
L’ho lasciata là ad aspettarmi al parcheggio della Meridiana! E adesso come ci
arrivo là? Chiunque si sarebbe messo a piangere, ma non io. Ricordando Gianni
che oggi cantava, sull’aria di “ Sebben che siamo donne…”, “Sebben che siamo
vecchi, paura non abbiamo, abbiam delle belle buone protesi…” mi sono consolata
pensando che domani vado a prenotare una protesi cerebrale. A parte questo è
stata una gran bella giornata.