4 dicembre 2013 -
Vado-Monte Sole
Vado- sent. 053 - San Mamante - sent.
054 Cerpiano - Le Murazze - strada asfaltata lungo Setta - Vado
ORE 3.45
12
Km disl.
350 m
IL DIARIO
DI
LAURA
Destinazione Monte Sole
Partecipanti Anna Po, Carla, Dani, Iso,
Laura, Lucia. Miriam, Patti, Sandro, Titti
Durata 4 ore – 3 secondo la
Questura
Alle otto e mezzo alla Meridiana, dove c’è anche Cate che è
venuta solo a salutarci perché deve accompagnare sua madre alla visita per la
concessione dell’assegno di accompagnamento – naturalmente la Jolanda farà di
tutto per dare l’impressione di essere vispa , brillante e autosufficiente. E
difatti. Alla stazione di Vado incontriamo le nostre amiche che sono venute in
treno e mentre aspettiamo l’amica di Carla che deve venire a salutarla, ci si
formano i ghiaccioli al naso e i capelli ci si ricoprono di brina: infatti ci
sono tre gradi sotto zero. Però il cielo è del più bell’azzurro e il sole
splende trionfale. Andiamo a farci dei panini e poi , alle dieci, cominciamo la
passeggiata. Dovremo superare 300 metri di dislivello, però il sentiero sale
abbastanza dolcemente. Entriamo in un bosco tutto percorso di lame di luce e
quando gli alberi si diradano appaiono belle vedute delle valli sottostanti. Il
sentiero è tutto cosparso di ghiande. Un tempo queste venivano raccolte per
darle da mangiare ai maiali. Si vede che adesso ai maiali gli danno i
croccantini. Cammina cammina, a mezzogiorno ci fermiamo a un trivio e , mentre
Sandro consulta la cartina, noi tiriamo fuori i nostri panini e ne
sbocconcelliamo un po’- furtivamente, che lui non se ne accorga se no si
arrabbia. Il sole sfolgora, e la temperatura si è alzata un bel po’.
Ripartiamo, e noi istintivamente prenderemmo il sentiero in discesa. “ E’
normale – dice Sandro – il cervello è programmato per scegliere sempre la
soluzione più facile”. Sì, ma tu scegli sempre quella più difficile. Perché ? –
dico io incamminandomi con gli altri per il sentiero in salita. E’ vero – dice
lui – però in questo modo vi salvo la vita , che sareste già morti con le vostre
abitudini alimentari suicide. Vorrei tanto ringraziarlo ma siccome sto sudando e
ansimando per la fatica della salita, non riesco a farlo. Arriviamo a Monte Sole
e ci sediamo parte sulle rovine del borgo, parte su delle panchine. Nonostante
la tragedia che qui si è consumata, il posto non ha niente di lugubre. Pare che
le anime dei morti abbiano raggiunto la pace e la tristezza del ricordo si
scioglie al calore del sole. Verso l’una mangiamo, poi io Patti e Dani scriviamo
un’orazione da leggere al prossimo incontro con Franco Capelli, per convincere i
presenti a scucire dei soldi, e ci divertiamo moltissimo. Dopo un’oretta
riprendiamo a camminare. Non passa molto che incontriamo un paio di scarponi
legati assieme e appesi al ramo di un albero. Vedete cosa succede ad andare in
giro senza una guida affidabile? – dice Sandro insinuando che il proprietario
giaccia morto nei paraggi. Il sentiero scende fin che arriviamo alla strada
asfaltata. Che bella passeggiata rilassante, dice Lucia e ha appena finito di
dirlo che Sandro ci comunica che dovremo passare sotto due tunnel. Aiuto! Uno è
lungo, ma c’è il marciapiede ed è illuminato; l’altro è più pericoloso, ma per
fortuna è corto e sfrecciano poche macchine. Arrivati a Vado ci fermiamo in un
bel bar pasticceria dove ci abbandoniamo ad ogni specie di eccessi –non tutti,
ma ad esempio io e Patti prendiamo la cioccolata in tazza con panna. Alle tre e
mezzo ci alziamo, accompagniamo al treno le nostre amiche poi torniamo a casa.
E’ stata una giornata perfetta.


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IL BORGO DISTRUTTO DI SAN MAMANTE
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I RESTI DELLA CHIESA
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IL BORGO DI CERPIANO
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LE MURAZZE
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RITORNO LUNGO UNA STRADA FRA AUTOSTRADA FERROVIA E FIUME, CON 2 GALLERIE
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