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novembre 2013 - Vignola-Casona
Vignola- Marano(4,5 Km) - Casona
(10Km- ore 3)
Pranzo al Sayonara -
Ritorno fino a Marano (15 Km ore 1.15)
IL
DIARIO DI
LAURA
Destinazione Sayonara
Partecipanti Anna Po, Cate, Dani, Iso,
Laura, Miriam, Patti, Sandro, Titti – Alba, Pino
Durata due ore e tre quarti / tre
/ quattro ore
Io e Patti partiamo con la nostra macchina, perché siamo
abbastanza sicuri che non ci lascierà per strada. La patente comunque la lascio
a casa, che non mi chiedano di guidare. E anche l’ombrello non lo prendo, perché
il cielo è tutto azzurro. Ci fermiamo al parcheggio sotto al Castello di Vignola
ad aspettare Sandro, che è andato dal dentista. Dopo qualche minuto arriva e
telefona alla Bolognese per prenotare, ma ci rifiutano come sempre, perché siamo
in troppi. Per fortuna che c’è il Sayonara che ci accoglierà. Alle nove e mezzo
cominciamo la passeggiata. Prendiamo il solito sentiero, col fiume che dapprima
ci accompagna mormorando calmo, placido e opaco, poi scende qualche gradino
spumeggiando, poi si trasforma sotto il sole in un lungo nastro d’argento.
Bellissimo. Camminiamo su un tappeto sottile di foglie gialle. I pioppi sono
belle macchie di un intenso giallo dorato. I ciliegi invece gli è venuto in
mente solo adesso che siamo in autunno ed esibiscono foglie di un rosa delicato
che ha appena cominciato a diventare rosso. Alzo lo sguardo ad ammirare le
foglie gialle che tremano alla brezza e spiccano con effetto bellissimo contro
l’azzurro del cielo. Azzurro? Non abbiamo neanche camminato per un’ora che il
cielo cambia e su di noi si addensa una nuvola fantozziana, che ci scarica
addosso la sua brava pioggerellina. I pessimisti, quelli che la mattina guardano
il cielo sereno e prendono con sé ombrello e mantella, le tirano fuori. Io, che
sono ottimista, mi bagno; ma non mi preoccupo più di tanto, perché là in fondo
brilla il sole, basta uscire dalla nuvola. E infatti. Io, Patti, Dani, Sandro e
Titti restiamo indietro a fare foto e a raccogliere margherite ( quest’ultima è
una metafora ) mentre le altre spariscono capeggiate da Iso e Miriam, che
Sandro chiama ‘ le valchirie ‘. A mezzogiorno la fame comincia a mordere, ma il
posto ristoro – cioè Miriam, che si è portata dietro carote e tarallucci -
chissà dov’è sparito, così ci dividiamo in cinque il minuscolo panino alla
mortadella che Titti si è fortunatamente portata dietro. All’una e un quarto
arriviamo al Sayonara dove ritroviamo le altre, che sono arrivate da venti
minuti, e anche Alba e Pino, che hanno scelto la parte meno faticosa della
giornata. Entriamo, ci sediamo e ordiniamo le cose più svariate. Tutti si
complimentano con Pino per il taglio dei capelli, e lui si inorgoglisce
moltissimo. Per fargli abbassare la cresta, gli racconto che il mercoledì scorso
che lui non è venuto e si è scusato tramite Dani , dicendo che non era venuto
perché è un coglione, non si è alzata una sola voce a confutare questa
affermazione. Arrivano i nostri piatti, e sono tutti buoni e abbondanti. Io non
ce la faccio a finire il mio gulasch e dopo averne dato un bel po’ a Pino,
lascierò per la prima volta in vita mia qualcosa nel piatto, una patata. Non
starò diventando anoressica? Quando ci alziamo sono le tre. Siccome stasera Iso
e Miriam vanno al Comunale alle otto e inoltre a rifare tutto il percorso si
arriverebbe a Vignola al buio, decidiamo che io e Anna andremo con la macchina
di Pino a prendere le nostre due, dandoci appuntamento con gli altri a Marano.
Noi quattro partiamo in macchina e solo dopo un bel po’ mi viene in mente che
non mi sono portata dietro la patente. Aiuto!!! Cercano di tranquillizzarmi
dicendo: Non vorrai che incontriamo un posto di blocco! E infatti. Qualche
chilometro dopo Vignola, mentre stiamo tornando a Marano, ecco la polizia. Che
però mi guarda con aria indifferente e non mi ferma. Chi potrebbe pensare che a
una distinta signora coi capelli bianchi venga in mente di infrangere le regole
del codice della strada? Arriviamo a Marano contemporaneamente ai camminatori.
Li carichiamo e ce ne torniamo a casa.
